Contrasti Africani

Downtown Iringa - Rain seasonIringa, Tanzania (1550 m.s.l.m.), 112.000 abitanti. 7 dicembre 2009, 14:23
(Panasobic DMC-LX2, 23.2 mm eq. 35mm: 116 mm, 1/250 s, f 4,5, ISO 100)

L’africa stà cambiando velocemente, come tutto il mondo del resto, e questo cambiamento acuisce ancora di più i contrasti che caratterizzano questo continente. L’africa è come una fotografia molto contrastata, dove le alte luci rappresentate possibilità di ritrovare energie, culturali e sociali, che da noi sembrano ormai esaurita, sono contrastate dalle ombre della guerra, dell’AIDS e della indigenza. Molto si può dire sia sulle luci che sulle ombre d’Africa ma questa immagine mi pare una interessante metafora d’Africa, riassumendo un apparente contrasto tra il nostro stereotipo di terra bruciata dal sole e la realtà di un continente vasto e vario dove a 1600 metri di altitudine la stagione delle piogge somiglia abbastanza da vicino a quella padana.

Ghin Gon

Ghin-Gon

Il recupero architettonico cancella, assieme agli strati di polvere depositati dallo smog, anche l’opera del tempo. Modifica inevitabilmente anche la quarta dimensione architettonica: il tempo. 
“Ghin gon” è la stupita ed entusiasta trasposizione onomatopeica del suono dei campanili fatta da una bimba di poco più di un anno di età che riconosce nella immagine dei campanili gemelli della St. Peter Dom di Regensburg, il campanine della chiesa vicino a casa.
St Peter Dom, Regensburg (Germania), 2004.

Originale, Elaborata o Gassata ?

MartOvvero del digitale e dell’analogico.
Che cosa è l’originale nella fotografia digitale? Possiamo considerare l’immagine che viene memorizzata sul supporto di memoria dalla fotocamera all’atto della ripresa come l’originale. Resta il fatto che è comunque difficilmente distinguibile da elaborazioni successive. Per esempio una immagine ripresa a colori poi trasformata in una immagine in toni di grigio è “originale” quanto la stessa immagine ripresa direttamete in B/N? E una immagine ripresa a colori e poi trasformata dal suo formato nativo in RGB? E allora se poi la stessa immagine viene elaborta modificandone luminosità e contrasto o addirittura elaborandone la mappatura del colore? Non sono forse anche queste immagini degli “originali” in quanto risultato della personale sensibilità dell’autore?
Ancora, come si devono considerare le immagini ottenute dalla semplice duplicazione dei file? Questo forse è il punto, in quanto non è prerogativa della fotografia digitale la elaborazione, anche in camera oscura si possono operare elaborazioni legate alla creatività personale del fotografo ma mentre nel sistema analogico/chimico ogni singola stampa è un singolo originale ottenuto dallo stesso negativo originale, nel processo digitale/informatico posso (quantomeno con maggiore libertà e disinvoltura) operare elaborazioni sequenziali e posso avere una proliferazione pressochè infinita di immagini gemelle. Forse l’originale è diventata più un concetto astratto che un oggetto fisico.
O forse, in fin dei conti, passando al sistema digitale, il concetto di “originale” viene a decadere per evolversi nel concetto di “originalità” più liberamente creativa.
Probabilmente queste sono speculazioni fini a se stesse ma è pur vero che il passaggio a strumenti di espressione digitale modificano sia l’approccio che gli esiti del linguaggio delle imagini…